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STORIA E ARTE
Anticamente Chiomonte, facendo parte del Delfinato, fu soggetta a dominazione da parte del Convento della Novalesa. Nel 1020 i Signori di Bardonecchia, Witbal e Pons donarono alla chiesa di Oulx le loro terre dal Monginevro a Chiomonte. Nel 1150 gli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme (vassalli dei Delfini), presto in lite col Prevosto di Oulx, aprirono a Chiomonte un ricovero per gli ammalati e, causa decesso dei medesimi, spesso ne incameravano proprietà e beni; ma nel 1240 con l’allontanamento degli Ospitalieri da Chiomonte, il Prevosto di Oulx, con poteri vescovili, si confermò signore feudale col diritto di riscuotere le decime a Chiomonte. Per molti anni i Prevosti di Oulx s’insidiarono a Chiomonte in un palazzo detto Vescovado, la qual cosa rendeva molto agevole la riscossione di imposte, decime e
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ammende. Nel 1713 a seguito del Trattato Utrecht, con la cessione dell’Alta Valle Susa dalla Francia al Piemonte, Chiomonte passa sotto la giurisdizione dei Savoia. Tra i nativi chiomontini che lasciarono tracce storiche, ricordiamo Giorgio Des Geneys, soldato valoroso che nel 1798 difese Oneglia, e poi guidò con onore l’armata Sarda contro i Barbareschi. Nel periodo napoleonico, il Des Geneys seguì il Re Sabaudo in Sardegna e, dopo la restaurazione, fu nominato Supremo Capitano delle Forze Marittime e Governatore di Genova. In questa città organizzò la piccola armata navale del Regno Sabaudo, contribuendo al buon esito della susseguente impresa di Tripoli, svoltasi nel 1825. Consigliere del Re Carlo Alberto e nominato Ammiraglio Unico nel 1826, fu il padre fondatore di quella Marina Sarda che in seguito divenne la Marina Militare Italiana. In qualità di Ministro della Guerra e Secondo Comandante dei Carabinieri Reali, anche la figura di Matteo Des Geneys, fratello di Giorgio, merita di essere ricordata. Nelle arti va menzionato il pittore paesista Giuseppe Augusto Levis (Chiomonte 1873 - Racconigi 1926), allievo di Lorenzo Delleani. Molte opere di questo artista, particolarmente apprezzato per i suoi paesaggi montani, sono visibili presso la Pinacoteca Comunale G. A. Levis. Percorrendo la via centrale del borgo vecchio di Chiomonte, dove si snodano alcune pregevoli fontane del secolo XVI, si giunge alla chiesa Parrocchiale dell’Assunta che risale ai secoli XII-XIII, poi ampliata nel ’600 e riconsacrata nel 1772. Essa offre di notevole, la pila e la conca battesimale in marmo verde di Foresto, il pulpito in legno scolpito su cui è inciso lo stemma comunale datato 1676 e gli altari della Madonna del Rosario e della Deposizione, opere della scuola del Melezet. Il campanile in stile romanico, tra i più antichi dell’Alta Valle, risale al 1482. Sempre sulla via principale apprezzabile il Palazzo Beraud, detto “Vescovado”, e adiacente ad esso, rinserrata in un cortile, si trova la chiesetta di S. Caterina (oggi in fase di avanzato restauro che ha permesso il ritrovamento di pregevoli affreschi del XIV secolo), eretta in stile romanico lombardo (XII secolo), caratterizzata da un interno barocco e da un portale in pietra scolpita. Sempre lungo la via centrale apprezzabili Palazzo Levis e Casa Ronsil. Quest’ultima fu costruita nel XVI secolo dai Cavalieri di Sant’Egidio dell’Ordine di Malta. Dal 1715 al 1840 l’edificio servì come Palazzo Comunale e al suo interno trovasi un camino su cui è scolpito un grande stemma di Chiomonte col motto: “Jamais sans toi”. La facciata della casa è ornata da pregevoli graffiti e da motti evangelici, latini e francesi dipinti negli scomparti delle ornamentazioni. Palazzo Levis, sede della Pinacoteca civica dedicata al noto pittore chiomontino Giuseppe Augusto Levis, a breve ospiterà esposizioni di pittori contemporanei. Il Museo Archelogico, dapprima ospitato a Palazzo Levis, è stato trasferito dalla pinacoteca alla ex Cascina Maddalena, opportunamente ristrutturata. In essa sono contenuti i reperti archeologici riportati alla luce nella regione Maddalena di Chiomonte nel corso della campagna di scavi del 1986, a seguito costruzione dell’autostrada. Detti reperti che risalgono a una civiltà presente 6.000 anni orsono, fanno di Chiomonte uno degli insediamenti più antichi delle Alpi Occidentali. In alto, sul versante sinistro della Dora, a 944 metri s.l.m., in posizione soleggiata è sita la frazione Ramats e sui pendii circostanti prospera la vite che fornisce il prelibato vino di Chiomonte: l’Avanà. Chiomonte può vantare nella produzione del vino locale un’antica tradizione che risale al primo Medioevo. Nel 1929 la filossera distrusse tutte le vigne che furono in seguito faticosamente reimpiantate. Oggi, dopo anni di abbandono, si stanno recuperando gli antichi vigneti, da considerare tra i più alti del Piemonte. All’attualità non mancano i produttori che fanno della viticultura la loro principale attività, come la Cooperativa Clarea di Andrea Turio, l’azienda vitivinicola Thollet Franck di Pierino Ronsil e l’azienda agricola La Chimera di Stefano Turbil. Tra i vini prodotti da ricordare il Camillo, il Clos, il Colombier, il Fortunato, il San Bartolomeo, il San Sebastiano, il Signou, l'Azazel e il Caprissi. Nelle vicinanze della borgata S. Andrea da visitare l’omonima Cappella del santo (XV-XVI secolo) recentemente restaurata. Pregevole il ciclo degli affreschi dell’abside il cui autore viene indicato come il capostipite di una scuola post-jacqueriana. Salendo, presso la Cima dei Quattro Denti, si giunge al Traforo di Touilles. Il singolarissimo traforo porta sul versante di Le Ramats le acque dei ghiacciai d’Ambin, scorrenti nell’opposto Vallone del Tiraculo. L’acquedotto, detto localmente “Pertus”, fu scavato in otto anni (1526-1533) da un uomo solo: il minatore chiomontino Colombano Roméan. L’opera è larga un metro, alta circa 180 centimetri e lunga 500 metri. Le acque che dal foro scendono ad irrigare il versante di Le Ramats, rendono fertile una vasta zona che altrimenti sarebbe stata infeconda specialmente alle colture della vite. |
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Dario Reteuna
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